LISE MEITNER

Lise Meitner, la fisica austriaca che avrebbe dovuto ricevere il premio Nobel per la scoperta della fissione nucleare e che non l’ha mai ricevuto.

Era la terza di otto figli in questa numerosa famiglia dell’alta borghesia austriaca. Da subito si distinse per la sua spiccata intelligenza tanto che il padre decise di farle proseguire gli studi pagando per delle lezioni private in quanto alle ragazze non era ancora concesso il frequentare il liceo e gli studi successivi. Con la sua tesi Wärmeleitung in inhomogeen Stoffen (Conduzione termica in materie eterogenee) fu, nel 1906, la seconda donna a conseguire il dottorato di fisica all’università di Vienna. Subito dopo la laurea fece domanda per un incarico presso il prestigioso Istituto del radio di Parigi, dove lavorava Marie Curie, incarico che però non riuscì a ottenere.

Nel 1907 si trasferì a Berlino per proseguire i suoi studi di ricerca e qui incontrò il giovane chimico Otto Hahn, con il quale iniziò una collaborazione che sarebbe durata trent’anni. Quando Hahn ebbe un dipartimento di radiochimica in proprio lei divenne la sua assistente e ne seguì con interesse le ricerche per identificare vari isotopi di elementi radioattivi: il Kaiser Wilhelm Institut, la registrava sempre come “ospite” e, solo nel 1913 dopo una battaglia con l’amministrazione, divenne finalmente membro scientifico retribuito.

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Scoppiò la Prima guerra mondiale e Lise iniziò a lavorare come infermiera di radiologia per l’esercito austriaco in un ospedale militare del fronte orientale, mentre Otto Hahn era stato chiamato a partecipare ai progetti di ricerca sui gas asfissianti.

A partire dal 1917, mentre Hahn era ancora impegnato al fronte, Lise Meitner continuò le sue ricerche e, nel 1918  ottenne per la prima volta una propria sezione di fisica nucleare con uno stipendio adeguato da caporeparto. Nel 1922 conseguì la libera docenza, e nel 1926 divenne professoressa fuori organico di fisica nucleare sperimentale all’università di Berlino.

Nel 1933, a causa delle sue origini ebraiche, le venne ritirato il permesso d’insegnamento e, con l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista nel 1938, Lise non fu più accettata come caporeparto all’istituto di chimica: ormai la sua vita era in pericolo. In fuga dai nazisti, attraverso l’Olanda e la Danimarca, si rifugiò in Svezia, dove continuò le sue ricerche fino al 1946 all’istituto Nobel. Hahn e Meitner continuarono comunque a corrispondere per lettera.

Il momento in cui nella sua mente si concretizzò davvero l’idea della fissione ,arrivò durante una passeggiata nei boschi svedesi insieme al nipote Otto Frisch , giovane fisico nucleare: i due frammenti (nuclei) che risultano dalla fissione hanno una massa inferiore del nucleo di uranio di partenza. Con questa differenza di massa, Lise, utilizzando la nota formula di Einstein della teoria della relatività E=mc², calcolò l’energia liberata durante la fissione. Il risultato che ottenne era di circa 200 milioni di elettronvolt per ogni nucleo “fissionato”. Con questo decisivo calcolo pose le fondamenta per lo sviluppo sperimentale della fissione nucleare. Pochi giorni dopo la scoperta il nipote ritornò a Copenaghen e raccontò tutto a Niels Bohr, in partenza per un congresso negli Stati Uniti, il quale reagì esclamando con entusiasmo: «Che idioti siamo stati tutti quanti! È fantastico! Deve essere proprio così!»

Da pacifista convinta, Meitner si rifiutò di accettare incarichi di ricerca per la costruzione di una bomba atomica, nonostante le ripetute richieste dagli Stati Uniti. Preferì rimanere in Svezia durante la guerra.

Otto Hahn ricevette nel 1945 il premio Nobel per la chimica relativo all’anno 1944, mentre di Lise Meitner non venne tenuto conto. Neanche negli anni seguenti avrebbe ottenuto questo onore. Invece venne festeggiata come “madre della bomba atomica” e “donna dell’anno” durante un suo viaggio per dare lezioni negli USA nel 1946, l’anno dopo il lancio delle prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Dal 1947 Lise Meitner fu a capo della sezione di fisica nucleare dell’istituto di fisica del politecnico di Stoccolma e professoressa ospite di diverse università degli Stati Uniti.

Nel 1960 Lise Meitner andò a vivere presso suo nipote a Cambridge, dove passò gli ultimi otto anni della sua vita. Fino alla sua morte, all’età di ottantanove anni, si impegnò per l’uso pacifico della fissione nucleare. Lise Meitner morì il 27 ottobre 1968, lo stesso anno in cui morì Otto Hahn.

Volle essere sepolta a Bramley nello Hampshire accanto alla tomba del fratello minore Walter. Suo nipote Otto Frisch dettò l’epitaffio: «Lisa Meitner a physicist who never lost her humanity (Lisa Meitner una fisica che non perse mai la sua umanità).»

La frase del #freeday di oggi è:

“Lisa Meitner una fisica che non perse mai la propria umanità.”

 

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Questa e altre storie di donne su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda .

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