ATA KANDO

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Dream in the forest © Ata Kandó

Non sono molte le donne che si sono affermate, soprattutto nel ‘900, nel capo della fotografia. Eppure la fotografa ungherese Kandó ci è riuscita nonostante le tante difficoltà. Donna cosmopolita, dotata di una visione molto intima e delicata, Ata Kandó si è sempre distinta per la semplicità e la liricità delle sue immagini. Ha lavorato nella moda, ha raccontato la difficile condizione dei bambini durante la rivoluzione ungherese del 1956, e tra il 1961 e la vita delle tribù dell’Amazonia.

Nata a Budapest nel 1913 da una famiglia di origine ebrea, sin da piccola la sua più grande passione è stata la fotografia. Frequenta l’Accademia di Belle Arti e nel ‘31, si trasferisce a Parigi con suo marito Gyula Kandó, dove insieme danno vita ad un piccolo studio fotografico vicinissimo al Louvre.

Con la Seconda Guerra Mondiale alle porte e una tensione altissima il 14 giugno del 1940 i tedeschi entrano a Parigi.

Moglie e marito sono così costretti a scappare dalla Francia e a rifugiarsi in Ungheria dove aiutano la resistenza nascondendo in casa propria diverse famiglie ebree.

Finita la guerra Ata torna a Parigi dove conosce Robert Capa, e inizia a lavorare per la Magnum Photos, continuando a dedicarsi anche alla fotografia di moda.

Dopo il secondo divorzio (nel frattempo si era risposata con il fotografo e regista olandese Ed Van Der Elsken), realizza una serie di fotografie che ritraggono i suoi figli durante una vacanza nelle alpi olandesi, pubblicate nel 1957 nel libro Dream in the Forest.

Nel 1956 esce Red Book, una serie di ritratti in bianco e nero che raccontano da vicino le vite dei rifugiati, soprattutto bambini, durante la rivoluzione ungherese. Dopo il viaggio in Amazonia nei primi anni sessanta, Ata riceve molti premi, come il Righteous Among the Nations, l’onorificenza che lo Stato d’Israele conferisce a coloro che aiutarono gli ebrei durante il nazismo, la medaglia Pro Cultura Hungarica, e l’Hungarian Photographers Association Lifetime Achievement Award, continuando ad affermarsi a livello internazionale attraverso pubblicazioni e mostre in vari musei del mondo, l’ultima al Nederlands Fotomuseum di Rotterdam, che fino a gennaio ha ospitato la retrospettiva “Ata Kandó: “I Shall Use My Time”.

Ata Kando si è spenta lo scorso 11 settembre all’età di 103 anni, raccontandoci nelle sue fotografie una vita intera trascorsa con pienezza.

 

La frase scelta per il freeday di oggi è:

“Dal quotidiano al sognoUna vita per la fotografia ”

 

Questa e altre storie di donne famose su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda

 

 

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Ata Kandò © Ata Kandó
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