FLORENCE NIGHTINGALE

“La donna della lampada”

La storia di una donna che lottò contro le convenzioni dell’epoca fino a creare una professione tuttora fondamentale

 

Florence Nightingale nacque nel 1820 a Firenze mentre i genitori erano in viaggio in Italia.  Già in adolescenza non pensava che il ruolo della donna nella società fosse ristretto alla procreazione e all’essere una buona moglie confinata tra le mura domestiche (una femminista ante litteram). Aveva 17 anni quando cominciò a darsi da fare dedicandosi alla cura delle persone malate e di quelle indigenti. Si sentiva portata nel lavoro di assistenza verso le persone più bisognose e nel contempo faceva conoscenze importanti, che l’avrebbero aiutata nella sua attività.

La madre tentò in tutti i modi di dissuaderla – all’epoca la professione di infermiera era considerata disdicevole soprattutto per una donna del suo rango – ma lei non volle sentire ragioni e si trasferì a Dusseldorf, in Germania, come studentessa dell’Ospedale di Kaiserwerth. Scriveva, studiava e appuntava consigli, idee e considerazioni durante il lavoro. Fu la tanta determinazione che la contraddistingueva, a convincere anche la sua famiglia a darle l’appoggio – anche economico – necessario per seguire la sua vocazione. Tornata a Londra grazie all’aiuto della sua famiglia poté riorganizzare l’Istituto per l’assistenza alle donne malate e prive di risorse economiche.

La Guerra di Crimea incombeva e le notizie dei soldati che cadevano sul fronte erano sempre più drammatiche e frequenti. Finalmente, dopo tante richieste, il desiderio di Florence di partire per poter aiutare fu accolto: partirono lei e 38 volontarie che aveva addestrato personalmente per poter essere aiutata sul campo.

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Lavorando sul campo presso l’ospedale militare di Scutari, si rese conto che spesso i soldati morivano non per le conseguenze delle ferite riportate in guerra, ma per la scarsità di medicine, il sovraffollamento e soprattutto la mancanza di igiene. Intuito il problema fece il possibile per pulire le stanze, ma la mortalità non diminuì. Nel 1855 finalmente una commissione sanitaria inviata dall’Inghilterra sotto sua sollecitazione, scoprì che l’acqua della zona era tutta contaminata. Dopo aver finalmente capito il motivo dell’eccessiva moria di soldati, presero i giusti provvedimenti e il numero di deceduti iniziò a scendere.

In quei giorni e in quelle notti passate in Turchia ricevette il soprannome di “The Lady with the Lamp” (la signora con la lampada). Dal Times: “Quando tutti andavano a dormire, la si vedeva da sola con una piccola lampada in mano, aggirarsi nella notte tra i malati”.

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Al suo ritorno in patria, Florence Nightingale iniziò a elaborare la sua teoria: l’ambiente è il fattore principale nello sviluppo delle malattie. Deve quindi essere salubre: aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia, luce, ma anche silenzio, calore e dieta. 

Era il 1857 e la sua fama la portò davanti alla Regina Vittoria che le conferì un ruolo centrale nella costituzione della “Royal Commission on the Health of the Army”, di cui, in quanto donna, non poteva far parte.

Nel 1860 istituì la Nightingale Training School, la prima vera scuola per infermiere, presso il St. Thomas’ Hospital di Londra e pubblicò Notes on Nursing, un libricino considerato tuttora un’introduzione classica alla professione.

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Fece inoltre importanti studi sulle condizioni sanitarie nell’India rurale, che portarono allo sviluppo del sistema sanitario del paese.

Tra il 1883 e il 1908 Nightingale ricevette numerose onorificenze (fu la prima donna a ricevere l’Order of Merit). Confinata a letto dal 1896, morì nel 1910. I parenti rifiutarono l’offerta di sepoltura nell’Abbazia di Westminster e la fecero seppellire a East Wellow, in semplicità, come lei aveva chiesto.

Nella Basilica di Santa Croce a Firenze c’è un monumento con la sua statua per renderle omaggio.

Henry Dunant quando fondò la Croce Rossa Internazionale dichiarò di essersi ispirato al servizio di infermiere volontarie che Florence organizzò per la prima volta nella storia durante la Guerra di Crimea.

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La frase del #freeday di oggi è:

«Per ottenere la felicità dovremmo accertarci di non restare MAI senza un obiettivo importante.»

 

Questa e altre storie di donne famose su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda

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