J.K. ROWLING

Questa è una storia che va riletta spesso, soprattutto quando ci sentiamo sopraffatti dalla vita e abbiamo paura di non farcela.

 

La piccola Joanne Rowling si era sempre dimostrata una bambina piena di creatività, capace d’immaginare e scrivere sin da piccola storie da leggerle alla sorella minore per farla addormentare.

Con il desiderio sempre più forte di voler diventare una scrittrice, nel 1982 Joanne sostenne l’esame per frequentare Oxford, ma senza superarlo. Decise così di ripiegare sull’Università di Exeter per poter studiare ciò che le piaceva. Sua mamma nel frattempo si ammala di sclerosi multipla. Dopo un anno di studi a Parigi e il conseguimento della laurea, Joanne si trasferisce a Londra. Trova lavoro come ricercatrice e segretaria ad Amnesty International. Dopo qualche tempo si trasferisce di nuovo ma stavolta a Manchester per lavorare alla Camera di Commercio, un tempio della burocrazia che probabilmente le ispirerà il Ministero della magia.

È il 1990 e Joanne si trova alla stazione di King’s Cross in attesa di un treno per Londra in ritardo di quattro ore e, per la prima volta tra il binario 9 e il binario 10, si materializza tra i suoi pensieri il ben più famoso binario 9 ¾. Nasce da qui e dal racconto dell’incontro dei suoi genitori tanti anni prima tra quei binari, l’intera storia di Harry Potter.

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King’s Cross, binario 9 ¾

Inizia a scrivere pagine su pagine nei giorni seguenti ma non farà in tempo a parlarne con la madre: la malattia gliela strappa quello stesso anno e la Rowling ne uscirà profondamente spezzata. Tanto di quel dolore famigliare andrà a plasmare il personaggio di Harry. C’è tantissimo della sua vita personale nei personaggi dei suoi libri, ma anche nei suoi ricordi di bambina che ispirarono immagini della storia che nacque dalla sua penna.

Mentre il romanzo cominciava a prendere forma sulla carta la vita della scrittrice andava a rotoli. Separata dopo soli due anni di matrimonio, disoccupata sotto sussidio, con una figlia a carico, aveva la sensazione che la depressione le divorasse ogni traccia di felicità, come un dissennatore, che la sua fantasia creò proprio in quei momenti di buio profondo.

Da quel momento in poi Joanne riempiva il tempo da semi-disoccupata scrivendo il suo romanzo nei caffè della città. Nel 1995 riesce a terminare la stesura del suo romanzo per ragazzi: Harry Potter e la pietra filosofale.

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Copertina del primo libro della saga

Era il momento di trovare qualcuno ora che le facesse stampare il libro. Ma chi? La scelta dell’agente letterario a cui mandare i primi capitoli la fece a pelle, scelse un uomo con un nome “da bambino”: la ispirava. Christopher Little, suo agente, contatta senza buon esito undici case editrici (i cui direttori si mangeranno poi i gomiti). Solo la Bloomsbury emette una prima, cauta tiratura di sole mille copie, e poiché i nomi femminili sulle copertine respingono il lettore maschio, si decide di sostituire “Joanne” con un neutrale “JK” che richiama il ben più famoso JRR Tolkien. Little non nutre ancora molta fiducia nell’operazione e consiglia all’autrice di non farsi illusioni e di continuare a cercare un lavoro migliore di quello che ha.

Oggi quelle prime mille copie, andate subito a ruba grazie al passaparola fra lettori, valgono fra i 16 e i 25 mila euro.  Quello che è accaduto dopo è noto a tutti. Ha venduto milioni di libri che hanno reso celebre anche la fortunatissima saga cinematografica ed è diventata più ricca della Regina Elisabetta, per poi tornare al secondo posto dopo aver devoluto una grossa fetta dei suoi guadagni in beneficenza.

JK Rowling
JK Rowling, la regina Elisabetta d’Inghilterra e il manoscritto di Harry Potter nella casa editrice Bloomsbury a Londra, 22 marzo 2001. (AP Photo/PA/Stefan Rousseau, Pool)

JK Rowling ha creato un mito moderno destinato a passare alla storia, ma la sua stessa storia è stata il suo più grande romanzo di formazione e d’ispirazione per intere generazioni di bambine e bambini… Chissà se lo sa.

 

La frase del #freeday di oggi è:

“Sono le scelte che facciamo che dimostrano chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità”.

 

Questa e altre storie di donne famose su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda

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