CLAUDIA RUGGERINI (1922 – 2016)

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Oggi prima di parlare di vite, di eventi e di donne, parliamo di Libertà.

La chiamavano l’inarrestabile “Marisa la partigiana” ma lei, che di nome faceva Claudia, aveva iniziato a combattere sin da quanto era ancora bambina mentre cercava di imparare a scrivere. Una coscienza politica maturata in fretta, per ragioni culturali ma anche e prima di tutto personali (il padre, ferroviere socialista, fu licenziato per motivi politici e poi massacrato di botte da una ronda fascista, lasciandola orfana all’età di 12 anni). In quegli anni a scuola, Claudia aveva già maturato un forte desiderio di giustizia che le scorreva nelle vene. Come raccontava lei stessa la sua ribellione iniziò tra i banchi quando vollero a forza che diventasse destrimana: “la società ci provò, ma riuscì solo a cambiare il mio grafismo.”

Una volta iscritta alle superiori, fu indirizzata verso gli studi umanistici e, in una sola sessione, ottenne diploma magistrale e maturità classica. Per proseguire gli studi, a 18 anni iniziò a lavorare all’Acciaieria Redaelli e nel 1942 iniziò a studiare medicina e chirurgia dando voce al suo forte il desiderio di prendersi cura degli altri. All’università conobbe un gruppo di studenti antifascisti e nel luglio del 1943 l’incontro con l’avvocato Antonio D’Ambrosio, dirigente della Federazione clandestina del Partito Comunista napoletano, la portò ad entrare nella Resistenza.

La-partigiana-Marisa-con-Picasso-e-DAmbrosio.jpgS’impegnò con ogni mezzo e moltissimi rischi per distribuire stampe clandestine ai partigiani e recapitare in bicicletta messaggi ai resistenti della zona piacentina. Riuscì persino ad entrare nel carcere di S. Vittore per carpire preziose informazioni per gli antifascisti.

L’evento che più si ricorda però della vita di questa donna è di certo ciò che avvenne Il 25 aprile 1954. Claudia-Marisa aveva un ultimo compito. Con un piccolo gruppo di partigiani entrò negli uffici del Corriere della Sera, il quotidiano nazionale e, dopo ben vent’anni, lo liberò ufficialmente dalla censura.

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Subito furono messe in movimento le rotative e uscì in giornata la prima edizione del Nuovo Corriere della Sera.

Quella libertà non era, per Claudia, una conquista messa al riparo una volta per tutte, anzi «perché la libertà va coltivata con coscienza, conoscenza, rispetto degli altri e della loro, di libertà. Non è licenza, né liceità. La #Resistenza e la liberazione del Corriere, sono state nient’altro che questo: una questione di libertà».

Claudia “Marisa” Ruggerini si è spenta lo scorso anno dopo una vita straordinaria e piena.

La frase scelta per il #freeday di oggi è:

“ Il desiderio di combattere per la libertà è più forte della paura ”

#freeda #feelfreearound #jointherevolution #claudiaruggerini #partigiani #donneitaliane #donneditalia #donne

Questa e altre storie di donne famose su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda

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