RITA LEVI-MONTALCINI (1909-2012)

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Le bambine curiose in un modo o nell’altro trovano sempre il modo di conquistare il cuore di tutti anche quando i loro sogni, agli altri, non piacciono.
Rita sin da piccola era sempre stata molto curiosa soprattutto quando si trattava di qualcosa che l’affascinava tantissimo: il cervello. Con questa consapevolezza il giorno in cui la sua tata morì di cancro Rita decise che, nella sua Torino, avrebbe studiato medicina.
A vent’anni malgrado il parere contrario dei genitori entrò alla scuola medica dello straordinario GiuseppeLevi iniziando a studiare il cervello. Le piaceva così tanto il suo lavoro che quando nel ’38 si laureò la gioia fu immensa per lei e per la sua famiglia che, nonostante l’epoca, aveva deciso alla fine di accogliere i desideri della figlia. Il clima di quegli anni però era teso. Fu in seguito all’emanazione delle leggi raziali che Rita non poté più lavorare in università e fu costretta ad abbandonare il suo lavoro per fuggire in Belgio insieme al suo professore, ebreo come lei. Senza avere un attimo di tregua e lavorando di nascosto, Rita continuò a portare avanti la sua passione fino a quando i nazisti invasero il Belgio e si trovò a fuggire ancora e ancora. Tornò clandestinamente in Italia.
Era ormai il ’43 quando arrivata in Italia decise che doveva partecipare attivamente alla Resistenza lavorando come medico presso un campo rifugiati di guerra.
Passarono gli anni e nel ’47 decise di trasferirsi negli Stati Uniti per perfezionare i suoi studi sul sistema nervoso. Rimase lì fino al 1977. Per la scoperta nel 1952 dell’ NGF (Nerve Growth Factor), una proteina determinante nello sviluppo delle cellule nervose e per tutto il suo lavoro nel campo della neurobiologia, Rita ricevette nel 1986 il 
Nobel per la medicina.

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Fu anche Insignita in Italia della carica di senatrice a vita nel 2001. Nonostante le difficoltà che incontrò nella vita, Rita si definì sempre una donna libera.
Quanta fatica per farsi strada ed ottenere i risultati raggiunti come donna e come scienziata !
Il suo rapporto con i giovani, poi, è sempre stato straordinario. Avendo dedicato per scelta l’intera vita alla ricerca, si è sempre sentita madre e nonna di tutti i ragazzi e le ragazze che in lei vedevano un grande punto di riferimento. In ogni suo discorso emergeva con forza l’invito a non concentrare l’attenzione solo su se stessi, ma a partecipare ai problemi sociali e provare sempre e con ottimismo a migliorare il mondo.

Una donna sempre sorridente e attenta che non dimenticava mai di augurare a tutti la sua stessa fortuna: incontrare grandi maestri e di essere instancabili nella ricerca di nuovi orizzonti del sapere.

Rita Levi-Montalcini si è spenta nel 2012 all’età di 103 anni dopo una vita tanto intensa quanto ricca.

 

 

Questa e altre storie di donne famose su Freeda – Feel free around, un progetto di Freeda

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